Chi è il logopedista?

Logopedia deriva dal greco "logos" parola e "paideia" educazione, quindi il logopedista è quello specialista che si occupa della prevenzione, valutazione e trattamento riabilitativo del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica. La sua formazione attualmente avviene attraverso un Corso di Laurea triennale facente capo alla Facoltà di Medicina e Chirurgia e, di fatto, è una figura moderna visto che la prima Scuola Diretta a Fini Speciali per tecnici di Logopedia nacque nel 1969 a Padova (allora faceva però parte della facoltà di Lettere, con un’impostazione più linguistica che medica). Solo successivamente ci fu la trasformazione in Diploma Universitario e solo recentemente la nascita del Corso di Laurea in Logopedia, sotto la facoltà di Medicina e Chirurgia. Per comprendere meglio la figura professionale del logopedista è opportuno fare riferimento ai contenuti del documento del Profilo Professionale e del Codice Deontologico. Non è del tutto esauriente la definizione che troviamo nel Profilo Professionale del Logopedista del decreto ministeriale del 14 settembre 1994, n. 742:“Il Logopedista è il professionista sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante, svolge la propria attività nella prevenzione e nel trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica” (Art.1). Questa definizione deve essere completata e aggiornata con la definizione del Profilo Professionale Europeo: “Il Logopedista è il professionista sanitario che, formato in ambito universitario, svolge autonomamente la propria attività nella prevenzione, nella valutazione, nel trattamento riabilitativo e nello studio scientifico della comunicazione umana, dei disturbi a essa associati e della deglutizione” (CPLOL, Comité Permanent de Liaison des Orthophonistes / Logopèdes de l'Union Européenne).

Inoltre la figura del Logopedista è tutelata in base al Decreto Ministeriale 14 aprile 2005 dalla Federazione Logopedisti Italiani (FLI), associazione rappresentativa della professione in assenza di ordine (www.fli.it). La FLI è rappresentata a livello locale dalle associazioni regionali, in particolare in Toscana dall’Associazione Logopedisti Toscani (ALT).

La FLI afferisce a livello europeo al Comité Permanent de Liaison des Orthophonistes/Logopèdes de l'Union Européenne (CPLOL) (www.cplol.eu).

 

Di cosa si occupa il logopedista?

Il catalogo nosologico del logopedista è rappresentato da:

a) Disturbi della voce (disfonie), anche professionale e/o artistica, compresa la rieducazione di laringectomizzati;

b) Disturbi della pronuncia da cause organiche del vocal tract;

c) Disfagie o disturbi della deglutizione (deglutizione atipica o deviante): -infantili, adulte, senili, -in soggetti con malocclusioni dentarie, con oligofrenia, palatoschisi, turbe neurologiche, meccaniche, post operatorie, -alimentazioni vicarianti, alternative, con protesi;

d) Disturbi della fluenza (con particolare riguardo alla balbuzie);

e) Disturbi delle cosiddette funzioni corticali superiori con specifica attenzione alla codificazione e alla decodificazione (per esempio afasie, agnosie, aprassie);

f) Disturbi centrali della motricità del distretto fono-articolatorio (disartrie o turbe da alterazione del I motoneurone: - paralisi cerebrali infantili - encefalopatie dell’adulto (demielinizzanti, neurodegenerative ecc.);

g)Disturbi comunicativi negli oligofrenici: -di origine genetica (per es. s.di Down) o acquisite in età evolutiva (meningoencefaliti neonatali, prenatali, ecc.), -demenziali (Alzheimer, multinfartuali, ecc.);

h) Disturbi da lesione sensoriale (con preminenza per la sordità) e atti inerenti il loro emendamento (protesizzazione acustica, impiego di vibratori, impianti cocleari);

i)Disturbi linguistici miscellanei e loro correlati di tipo essenziale (dislalie funzionali di varia origine, disturbi fonologici, disprassia articolatoria, dispercezioni uditive e visive, disturbi semantici, disturbi morfo-sintattici, disturbi pragmatici);

j) Disturbi da inadeguatezze socio-culturali ed affettive;

k) Disturbi degli apprendimenti curriculari e non, learning diseases (dislessia, disortografia, discalculia).